Cresce il bilancio dell'ennesimo maxi-rapimento avvenuto nello Stato nigeriano di Zamfara sabato, dove 70 persone sono state rapite e 11 sono state uccise. Il territorio coinvolto è al Nord, in una zona in cui è fortemente presente Boko Haram, l’organizzazione terroristica jihadista.

Nella municipalità remota di Sabongarin Damri nel Nord della Nigeria, secondo le ultime ricostruzioni i rapiti sarebbero 70 persone dopo che il precedente bollettino ne aveva quantificati poco meno di 50. Nelle violenze avvenute sabato sera, almeno altre 11 persone avrebbero perso la vita. Gli autori sarebbero membri di una banda armata dedita al banditismo e al rapimento a scopo estorsivo, arrivati sabato sera a bordo di motociclette e con le armi in mano. Tra le vittime molte donne e bambini.

Nigeria: operazioni contro Boko Haram e Jihad, uccisi almeno 61 terroristi

Gli aggressori, specifica una ricostruzione di Isa Sani, un residente citato dall'agenzia Reuters, hanno aperto il fuoco mentre entravano a Sabongarin Damri, nello Stato di Zamfara, «sparando a caso prima di rapire le nostre figlie e i nostri bambini. Ad oggi non abbiamo più avuto notizie di loro. Ovunque è silenzio». Negli ultimi anni, gruppi noti localmente come "banditi" hanno ucciso centinaia di persone e ne hanno sequestrate migliaia in tutto lo Stato di Zamfara ma anche oltre: spesso questi gruppi armati tengono prigioniere le persone per mesi e chiedono riscatti per il loro rilascio ma, altrettanto spesso, dopo avere incassato i soldi uccidono le loro vittime. Un altro residente, Sufiyanu Ibrahim, ha dichiarato ai media locali che gli aggressori hanno rapito sua moglie e gli hanno sparato a una gamba: «C'erano proiettili ovunque... Sono riuscito a scampare per un pelo».