«Mettere in ordine, direi che è stato il mio compito prioritario. Quando sono arrivato c’era molta confusione nel monitoraggio e sui dati relativi agli investimenti del Pnrr, con il rischio di creare al Paese un ostacolo rispetto ai termini e ai target concordati con l’Europa», a dirlo è Stefano Donnarumma, che traccia un bilancio del primo anno alla guida di Ferrovie dello Stato e dell’andamento del 2025, indicando gli obiettivi dei prossimi mesi.
Perché dice che la priorità è stato mettere ordine?
«Tanto per capire: poche settimane dopo il mio arrivo una sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito l’illegittimità dello stanziamento da 70 milioni di euro per salvare Ferrovie del sud est e trasferire oltre 1.300 chilometri di rete a Fs. Si aggiunga un ulteriore problema immediato: c’erano 200 milioni di euro mancanti dall’attività svolta in Grecia. Abbiamo dovuto trovare rapidamente una soluzione con il governo greco, col supporto di Palazzo Chigi, per recuperare i mancati pagamenti pregressi e ridefinire gli accordi per il futuro. Poi, come detto, c’era il Pnrr con tutto ciò che ne consegue in termini di operatività, complessità e tempistica».








