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4 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:17
Mentre centinaia di dimostranti protestano fuori dall’ufficio del primo ministro a Gerusalemme, il governo Netanyahu ha votato all’unanimità per licenziare il procuratore generale Gali Baharav-Miara, grande avversaria del premier sul tema della riforma della giustizia nonché procuratore capo nel processo per corruzione al quale il primo ministro è sottoposto. Lo ha reso noto il ministro della Giustizia Yariv Levin. Il governo è in disaccordo con Baharav-Miara fin da quando ha assunto l’incarico e l’ha accusata di bloccare ripetutamente decisioni, nomine e leggi per motivi politici e non professionali. L’Alta Corte di Giustizia ha stabilito che la revoca non entrerà in vigore finché i giudici non si saranno pronunciati sulla legalità del procedimento, che i watchdog della società civile e la stessa Maharav-Biara hanno definito illegale. Si tratta di una mossa senza precedenti: la rimozione di una delle più alte cariche di garanzia dello Stato, incaricata di vigilare sull’integrità legale del governo.
Il voto segue due anni di scontri tra Baharav-Miara e il governo e sta dando adito a numerose polemiche per via delle modalità scelte dall’esecutivo. Secondo la procedura vigente, la destituzione di un procuratore generale richiede il parere del comitato professionale che inizialmente ne aveva raccomandato la nomina. Quest’ultimo comprendeva un ex presidente della Corte Suprema, un rappresentante accademico, un rappresentante dell’Ordine degli Avvocati, l’ex ministro della Giustizia Dan Meridor e l’ex parlamentare Zvi Hauser. I mandati di Meridor e Hauser sono scaduti e ora il premier può sostituire Meridor solo con un ex ministro della Giustizia o procuratore generale, e Hauser solo con un membro attuale della Commissione Costituzionale della Knesset.











