Tata Motors in una lettera rassicura l’indotto di Iveco: «Non chiuderemo stabilimenti, garantiremo l’occupazione e le commesse con i fornitori». Ma le aziende della filiera tremano, perché da quasi un anno erano in trattativa con l’azienda per farsi riconoscere prezzi «adeguati» all’aumento dei costi energetici, dell’inflazione e alla crisi di mercato. «Iveco è il nostro primo cliente, vale oltre 40 milioni in portafoglio di commesse per sistemi di scarico, serbatoi in plastica e filtri aria — spiega Pier Mario Cornaglia, presidente del gruppo Cornaglia —. Oltre alle formule di rito, dagli indiani mi aspetto un rilancio delle attività. Altrimenti rischia di andare a rotoli tutta una filiera automotive».