In questi ultimi anni, milioni di stelle marine si sono letteralmente sciolte sui fondali del Pacifico. I loro corpi, un tempo rigidi e scintillanti, diventavano mucillagine molle e informe, con le braccia che si staccavano una a una. Le chiamavano “stelle zombie”. Un’epidemia sconosciuta che ha ucciso almeno sei miliardi di esemplari tra Canada, Stati Uniti e Messico, decimando intere popolazioni e modificando gli equilibri ecologici lungo le coste. Senza di loro, i ricci di mare hanno invaso l’habitat, distruggendo foreste di alghe e innescando un effetto domino che ha coinvolto anche pesci, molluschi e comunità locali.

La misteriosa malattia che trasforma le stelle marine in poltiglia

06 Marzo 2023

La malattia che “scioglie” le stelle

Ora, dopo anni di mistero e devastazione, gli scienziati hanno finalmente identificato il colpevole: trattasi di un batterio della specie Vibrio pectenicida. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution, potrebbe aprire la strada al salvataggio delle stelle marine rimaste — e con loro, di un intero ecosistema. Il nome scientifico è “Sea Star Wasting Disease”, ovvero la malattia debilitante delle stelle marine. All’inizio compaiono piccole ferite sulla pelle, poi i tessuti si disgregano. Nel giro di due settimane, l’animale muore. Le sue braccia si staccano, il corpo collassa. La più colpita sembra esser stata la stella girasole Pycnopodia helianthoides, uno dei predatori più importanti del fondale marino. In alcune aree ne è sparito oltre il 90%. Le sue 24 braccia potevano raggiungere un metro di diametro, ma oggi questa specie è ufficialmente considerata “in pericolo critico” dalla Iucn.