Oristano, 4 ago. (askanews) – Le Domus de Janas sono entrate a far parte del patrimonio dell’umanità. La decisione è stata ufficializzata a Parigi, dove il Comitato Unesco ha decretato l’iscrizione delle “case delle fate” della Sardegna nella Lista del Patrimonio Mondiale. In Sardegna se ne contano circa 3500, distribuite in tutta l’isola, ma il riconoscimento riguarda in particolare i monumenti affrescati o con elementi architettonici straordinari, compresi nel sito seriale “Arte e architettura della Sardegna preistorica. Le domus de janas”, curato dal Centro Studi “Identità e Memoria”, con un gruppo di lavoro coordinato dalla professoressa Giuseppa Tanda. Askanews è andata a visitare le due comprese nella regione storica del Barigadu, in provincia di Oristano.

Questa è la Necropoli di Mandras, dal nome della località non lontana dal centro principale di Ardaùli, straordinaria testimonianza dell’arte funeraria prenuragica. Particolarmente affascinanti i motivi architettonici-decorativi riprodotti sui soffitti e sulle pareti degli ambienti principali tramite pittura rossa. La Sindaca di Ardauli, Tina Fadda: “Un riconoscimento del nostro paese, un Paese piccolo, in via di spopolamento, con 750 anime, può rappresentare un volano economico molto importante, può essere la meta di quel turismo lento e turismo culturale di cui si parla tanto”. Per il sito la Regione ha già destinato 150mila euro, mentre i prossimi 400mila serviranno ad avere l’attivazione di percorsi, l’infopoint e una gestione totale del luogo.