Tocca anche il Veneto e il Friuli Venezia Giulia la maxi operazione condotta in 24 province italiane dalla polizia di Stato in ambito di criminalità e malavita cinese. Un complesso lavoro investigativo che ha preso le mosse da numerose indagini condotte a livello locale, che ha permesso di delineare una serie di caratteristiche comuni alle dinamiche criminali - profondamente radicate, violente e fruttuose - proprie di numerosi gruppi dislocati in varie parti d'Italia. Un contesto che gli inquirenti paragonano, nel suo modus operandi, a una vera e propria mafia. Le attività, coordinate dal Servizio centrale operativo (Sco) hanno portato a 13 arresti e 31 denunce.

L'operazione è stata condotta nei giorni scorsi e si è conclua domenica 3 agosto. Tra i principali reati contestati vi sono l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione e del lavoro, la contraffazione di prodotti, il narcotraffico e la detenzione abusiva di armi. La polizia ha operato arresti e denunce in 24 province di tutta Italia. In Veneto le operazioni sono state condotte nelle province di Padova, Treviso, Verona e Vicenza; in Friuli invece hanno riguardato Udine e, nel resto del Paese, Ancona, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Cosenza, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Latina, Mantova, Milano, Parma, Perugia, Pistoia, Prato, Reggio Emilia, Roma, Siena. Le numerose indagini che sono confluite nell'operazione hanno monitorato - per anni - in particolare attività produttive ed esercizi commerciali gestiti da cittadini cinesi.