Avrebbe compiuto 42 anni il prossimo 11 settembre, Sandra Manfrè, la vicequestore aggiunto che si è tolta la vita questa mattina nel suo ufficio della Questura di Brindisi, dove era in servizio da quasi tre anni. Originaria delle Isole Eolie, Manfrè aveva costruito una carriera solida nella Polizia di Stato, passando attraverso incarichi di crescente responsabilità che l'avevano portata a confrontarsi con alcuni dei casi più complessi del panorama investigativo del Sud Italia.
Questa mattina, poco dopo le 7:30, la tragedia: Manfrè si è tolta la vita nel suo ufficio utilizzando la pistola di ordinanza, lasciando colleghi e superiori increduli di fronte a un gesto che nessuno sembrava aver previsto. Il suo nome era legato soprattutto al periodo trascorso a Reggio Calabria, dove dal 2017 ricopriva il ruolo di Commissario Capo, con incarico di vicedirigente dell'Ufficio prevenzione generale e coccorso pubblico della Questura.
Proprio in quegli anni aveva dimostrato le sue qualità investigative coordinando l'indagine che portò all'individuazione del mandante e dell'esecutore dell'omicidio di Bruno Ielo, il tabaccaio ucciso nel maggio 2017, un caso che aveva scosso la città calabrese e che richiedeva competenze investigative di alto livello per districarsi tra le maglie della criminalità organizzata locale.








