Russia e Cina hanno avviato nuove esercitazioni navali congiunte nel Mar del Giappone, con l’obiettivo di rafforzare i legami militari e mostrare compattezza strategica in un contesto internazionale sempre più teso. Le manovre, battezzate “Sea-2025”, sono iniziate domenica 3 agosto nelle acque vicine a Vladivostok, il maggiore porto russo sull’Oceano Pacifico, e dureranno tre giorni. Lo ha comunicato il Ministero della Difesa cinese. Alla flotta partecipano quattro navi della Marina cinese, tra cui i cacciatorpediniere lanciamissili Shaoxing e Urumqi, impegnati in simulazioni di soccorso sottomarino, operazioni antisommergibile, difesa aerea e antimissile, oltre a esercitazioni di combattimento navale e pattugliamenti nel Pacifico.
Sebbene le esercitazioni fossero pianificate da tempo, il loro avvio ha coinciso con un’escalation verbale tra Stati Uniti e Russia. Solo un giorno prima, l’ex presidente statunitense Donald Trump aveva ordinato il posizionamento di un sottomarino nucleare in prossimità del territorio russo, in risposta a dichiarazioni ritenute «altamente provocatorie» da parte di Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa. Medvedev aveva evocato il rischio crescente di un conflitto nucleare tra potenze. Le esercitazioni Sea-2025 si inseriscono in una collaborazione militare tra Mosca e Pechino sempre più stretta. I due Paesi conducono manovre congiunte da oltre vent’anni - la serie Joint Sea è iniziata nel 2012 - ma la loro cooperazione ha fatto un salto di qualità dopo la firma, nel 2022, di un partenariato strategico «senza limiti», siglato poco prima dell’invasione russa dell’Ucraina.













