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Quest’anno la Formula 1 gareggia per il quarantesimo anno consecutivo all’Hungaroring, il circuito del Gran Premio di Ungheria situato poco fuori Budapest. Tra appassionati è spesso definito “Monaco senza muretti” perché la pista – stretta, con tante curve e pochi rettilinei – rende le gare lente e i sorpassi molto difficili, come a Monte Carlo. Ma mentre al Gran Premio di Monaco – che si disputa su strade cittadine e non su pista – al lati dell’asfalto ci sono subito i “muretti”, le barriere di protezione che delimitano il tracciato, all’Hungaroring tra l’asfalto e le barriere c’è la cosiddetta via di fuga, l’area di sicurezza posta ai lati della pista, solitamente in erba o in ghiaia.
La prima gara di Formula 1 all’Hungaroring si corse nel 1986 e quello fu il primo Gran Premio a svolgersi oltre la “cortina di ferro”, il confine che durante la “Guerra Fredda” aveva separato l’Europa occidentale alleata degli Stati Uniti dall’Europa orientale parte del blocco comunista.
A volere quella gara in Ungheria fu l’allora capo della Formula 1, Bernie Ecclestone. Il suo obiettivo era quello di aprire la Formula 1 a un pubblico nuovo e più numeroso e per farlo fece costruire la pista in circa otto mesi, un record che fu eguagliato solo nel 2021 dalla pista di Jeddah, in Arabia Saudita.











