Israele si trova in una fase critica della sua guerra contro Hamas. Secondo quanto riferito dall’emittente americana Abc, il primo ministro Benjamin Netanyahu starebbe prendendo in seria considerazione una “soluzione militare” per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti nella Striscia di Gaza. A oltre nove mesi dall’inizio dell’offensiva militare, i negoziati per un cessate il fuoco e il rilascio dei prigionieri restano impantanati, mentre cresce anche all’interno di Israele un’ondata di dissenso senza precedenti. Ed in questo contesto, per portare a casa gli ultimi uomini ancora in mano all'organizzazione terrorista, ora si pensa di agire con la forza.

L’indiscrezione, riportata da un funzionario israeliano alla rete statunitense, segna una nuova fase nel conflitto. “Pertanto, il primo ministro Netanyahu sta spingendo per espandere le operazioni militari per liberare gli ostaggi attraverso una soluzione militare”, ha dichiarato la fonte, confermando che attualmente sarebbero circa venti gli ostaggi ancora vivi nelle mani di Hamas.

La scelta di Netanyahu, se confermata, rappresenterebbe una nuova escalation, rischiosa, soprattutto in un momento in cui le trattative con il movimento islamista sembrano essersi arenate. Secondo quanto filtrato, la mancanza di risultati tangibili sul fronte diplomatico avrebbe spinto il premier israeliano a optare per un piano più aggressivo.