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Sull'amministrazione calabrese come su quella milanese pendono procedimenti giudiziari assai diversi nella natura delle ipotesi contestate, ma drammaticamente simili nella narrazione che li accompagna
È accaduto questa settimana, nel silenzio imbarazzato del dibattito pubblico, che la Calabria abbia dato una lezione di democrazia alla più moderna e colta Lombardia. Il governatore Roberto Occhiuto, raggiunto da un'inchiesta della magistratura, ha scelto di dimettersi e restituire la parola ai cittadini, chiedendo che siano loro, e non i pubblici ministeri, a giudicare la sua azione politica e i risultati raggiunti nei primi anni di mandato. Un gesto raro, coraggioso, e per questo rivoluzionario.
Sull'amministrazione calabrese come su quella milanese pendono procedimenti giudiziari assai diversi nella natura delle ipotesi contestate, ma drammaticamente simili nella narrazione che li accompagna e negli effetti che producono nel sistema politico-mediatico. In entrambi i casi, infatti, si parte da un'indagine penale, ancora lontana da qualsiasi verdetto, e si approda rapidamente a un processo parallelo: quello contro un modello politico, una visione amministrativa, uno stile di governo.






