È l’alter ego della Sacra Sindone, ma non è nell’ex capitale sabauda bensì in un piccolissimo centro dell’ex Regno di Napoli di fronte al massiccio della Majella. Il Volto Santo di Manoppello, in provincia di Pescara, è l’enigma speculare del mistero sull’icona di Gesù Cristo. Ma mentre il sudario si riferisce alla passione e alla morte, l’icona custodita nella basilica minor sarebbe l’icona della risurrezione. Al di là di ogni aspetto fideistico sulla reliquia, esistono elementi scientifici incontrovertibili e quindi inspiegabili sotto i lumi della ragione.

Il Volto Santo appare su una trama che si ritiene essere di bisso marino, un pregiatissimo quanto rarissimo e particolare tessuto realizzato dalla secrezione di un mollusco del Mediterraneo (Pinna nobilis) che possiede una spiazzante particolarità: non può essere dipinto. Accantonata questa caratteristica, tutt’altro che trascurabile, la storia fornisce alcuni dettagli che non sono immuni dall’alone della leggenda. Si tramanda che il telo giunse a Manoppello nel 1506. Non sappiamo chilo portò lì né perché, tranne che consegnò il panno a un medico locale, Giacomo Antonio Leonelli. Così come era apparso, l’uomo scomparve. Era un soldato? Un pellegrino?