«Ci ha sfiorato, poi è rientrato e li ha presi in pieno. Andava a velocità sostenuta, probabilmente oltre 150 all’ora. Sono volati in aria. Noi siamo vivi solo perché eravamo più indietro». A parlare è uno dei due sopravvissuti al tragico incidente in cui ieri, nel Barese, sono morti i tre ciclisti Antonio Porro, Sandro Abruzzese e Vincenzo Mantovani. Il gruppo, originariamente di sei, si era mosso di buon mattino da Andria in direzione Bitonto, per poi tornare indietro e proseguire la domenica in famiglia. Uno di loro, dopo poco, aveva cambiato itinerario, mentre gli altri cinque avevano proseguito sulla provinciale 231, una strada a due corsie per senso di marcia che i ciclisti stavano percorrendo in fila indiana. I tre guidavano il gruppo, in due invece erano rimasti più indietro.