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Secondo il capogruppo di Reform Uk, la polizia avrebbe intimato di non rendere pubblico il fatto che due illegali afgani sono stati arrestati per l'aggressione e la violenza sessuale su una bambina
Dopo il danno, la beffa. Secondo quanto riportato da un politico locale, dopo che due immigrati illegali afgani avrebbero violentato e strangolato una bambina di 12 anni, la polizia inglese avrebbe intimato ai membri del consiglio del Warwickshire di non citare la nazionalità degli arrestati. La ragione? Evitare di “gettare benzina sul fuoco delle tensioni nella comunità”. La cosa non è andata affatto a genio al capogruppo di Reform Uk, che ha inviato una lettera di fuoco al capo della polizia locale e al ministro dell’interno inglese. Secondo il politico, “l’unico rischio alla pace e alla coesione sociale nella nostra comunità è quello derivato da questo tentativo di insabbiamento”.
La violenza sessuale e lo strangolamento di una bambina di 12 anni nella cittadina di Nuneaton è un caso tanto tragico quanto, purtroppo, quasi normale anche nell’Inghilterra profonda. Ahmad Mulakhil e Mohammad Kabir, entrambi 23enni di nazionalità afgana sbarcati illegalmente nel Regno Unito, avrebbero seguito la bambina lungo Cheverel Street tra le 20.30 e le 21.45, prima violentandola ripetutamente e poi strangolandola a morte. Come riportato dal quotidiano The Telegraph, le attenzioni della polizia del Warwickshire si sarebbero subito concentrate sui due illegali dopo che una telecamera installata da un abitante della zona avrebbe mostrato i due uomini camminare assieme alla bambina poco prima dell’ora dell’aggressione. Il filmato, pubblicato dal Mail on Sunday, aveva causato grande scandalo nella cittadina ma, secondo le norme in vigore in Inghilterra, i lineamenti dei sospetti erano stati oscurati, rendendoli irriconoscibili. I due richiedenti asilo sono già apparsi alla Magistrates’ Court di Coventry e sono tuttora in stato di arresto fino alla prima udienza al tribunale di Warwick, prevista per il prossimo 26 agosto.






