Il 2023 è stato uno degli anni più caldi da quando teniamo traccia delle temperature globali. E non solo sulla terra ferma, ma anche per gli oceani del pianeta. Uno studio guidato dalla Southern University of Science and Technology di Shenzhen, in Cina, e pubblicato su Science conferma infatti un nuovo, triste, primato: le ondate di calore marine del 2023 sono state le peggiori mai registrate, sia in termini di intensità, che di durata e di estensione geografica, coinvolgendo oltre il 96% delle acque del globo.

Clima, giugno da record: mai così caldo in Europa occidentale

Un pericolo in crescita

Le ondate di calore marine sono episodi intensi e prolungati di temperature oceaniche insolitamente elevate. Rappresentano una grave minaccia per gli ecosistemi marini, e hanno causato spesso estesi fenomeni di sbiancamento dei coralli, e morie di massa di pesci e altri animali marini. Producono anche danni economici rilevanti, compromettendo la pesca e l'acquacoltura. E alimentano fenomeni meteo estremi, come cicloni e tempeste.

Le ondate di calore marine possono verificarsi in molte aree degli oceani, e sono in aumento per frequenza, e intensità, ormai da decenni, sulla spinta del riscaldamento globale. Dopo anni di record negativi, una parte della comunità scientifica inizia a temere che stia avvenendo un cambiamento significativo nelle acque degli oceani: che le temperature elevate siano, insomma, la nuova normalità. Difficile da dimostrare, però, visto che le dinamiche che guidano queste ondate di calore non sono ancora del tutto conosciute.