La Corte dei conti ha condannato in primo grado un quarantatreenne, originario della Campania e residente in Valle d'Aosta, a risarcire 13 mila 92 euro al ministero della Difesa.

Nel 2022 e nel 2023, quando era in servizio come vicebrigadiere dei carabinieri, l'uomo - in base alle indagini della guardia di finanza - aveva preso parte alla "attività di vendita autovetture e autoricambi formalmente intestata alla convivente".

La cifra da risarcire corrisponde al "50% dei profitti" dell'impresa ricostruiti dalle fiamme gialle per il 2022 (4 mila 989 euro) e 2023 (21 mila 193 euro).

I giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Valle d'Aosta (presidente Maria Riolo) scrivono che il quarantatreenne , non costituitosi in giudizio, ha "svolto attività commerciale in assenza di autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza e, per sua natura, non autorizzabile".

"A dimostrazione dell'attività indebitamente svolta - si aggiunge - , è sufficiente richiamare le dichiarazioni confessorie rese dallo stesso convenuto ai militari della guardia di finanza di Aosta in data 7 aprile 2023". La convivente inoltre aveva riferito alle fiamme gialle, alcuni giorni prima, che il proprio compagno "prestava attività nell'impresa di rivendita vetture per circa sei ore al giorno, tutti i giorni, con compensi che confluivano in un conto corrente cointestato tra i due conviventi".