C’era un tempo in cui il primato della bugia era italiano. Pinocchio ne era il simbolo e l’incarnazione. Per Raffaele La Capria il burattino di Collodi conteneva in sé tutti i caratteri nazionali, e anzi addirittura i suoi vizi ne facevano l’unico vero personaggio della nostra letteratura: irresponsabilità, immaturità, tendenza compulsiva alla menzogna. Ora, è vero che il Campionato della Bugia si tiene a Le Piastre, in provincia di Pistoia (la 49ª edizione si svolge proprio in questi giorni). È vero anche che per fine mese è annunciato in Piemonte un Film Fest che premierà il miglior «documenteur» capace di spacciare menzogne per verità. Ed è vero, infine, che le bugie non hanno mai smesso di abitare la nostra stanca quotidianità tricolore. Tanto per dire: nelle ultime settimane, il gruppo di alunni che dà per morto il professore (per semplice odio), la televendita di materassi che assicura agli anziani agevolazioni inesistenti, la sindaca che comunica l’avvenuto sgombero di un campo nomadi in realtà rimasto intatto… Tutto vero (anzi falso), ma sono bazzecole rispetto al Grande Festival della Bufala senza pudore diffuso 24 ore su 24 a livello planetario.
Il grande circo della bufala senza pudore
Le bugie non hanno mai smesso di abitare la nostra stanca quotidianità tricolore: la bugia di Pinocchio gli faceva crescere il naso, mentre la Panzana quotidiana fa crescere l’incredulità, la confusione e anche un po’ di angoscia in chi è costretto a subirla ad ogni tg






