Caro direttore, leggo che Matteo Materazzi è affetto da Sla e che curarsi gli costerà un milione e mezzo di euro. Sono ovviamente dispiaciuto per lui. La moglie ha però aperto una raccolta fondi che ha iniziato molto bene anche perché lo sfortunato non è uno sconosciuto ma è di famiglia famosa e benestante e appartiene ad un mondo assai ricco, il calcio. Il padre Beppe infatti è stato un noto allenatore di calcio di serie A e il fratello è stato un noto difensore di Inter e della nazionale. Anche l’ammalato, da procuratore e agente Fifa, non penso abbia mai fatto fatica ad arrivare a fine mese. Quindi la mia opinione è negativa perché dimostra quanto sia ingiusto che una persona più è ricca e famosa più trova aiuto anche se non ne avrebbe bisogno, mentre i “poveracci” nessuno li aiuta. Francamente biasimo il “ coraggio” con cui la famiglia Materazzi ha lanciato questa raccolta fondi.

Bruno Sandrin

Caro lettore,

non conosco il conto corrente e lo stato patrimoniale della famiglia Materazzi. E francamente non ho alcun interesse a sapere quali siano le loro disponibilità economiche. Credo che un milione e mezzo di euro, che è la cifra necessaria per sottoporre Matteo negli Stati Uniti a una cura sperimentale contro quella rarissima forma di Sla che lo ha colpito, sia una cifra molto importante, anche per chi ha vissuto e lavorato nel mondo dorato del calcio. Ma, soprattutto, penso che di fronte a un dramma come quello che sta vivendo questo giovane uomo, i sentimenti che dovrebbero guidarci sono il rispetto per la sua sofferenza e la solidarietà. Verso di lui e verso la sua famiglia. Che se ha deciso di promuovere una raccolta fondi per curare Matteo e dargli una speranza di vita, sono portato a credere lo abbia fatto perché ne ha bisogno e perché anche questo è un modo per sensibilizzare le persone su queste terribili malattie. Lei non è d’accordo? Va bene, ogni opinione è lecita. Ma è proprio necessario di fronte a tanto dolore e a una diagnosi così terribile, rendere pubblico il proprio biasimo, emettere sentenze ed instillare persino il sospetto che si voglia lucrare su un dramma? Viviamo in un mondo in cui tanti si sentono in dovere di intervenire su qualsiasi tema, non resistono alla tentazione di giudicare e criticare, promuovere o bocciare. Non è sempre necessario. Qualche volta si dovrebbe provare a porre un freno al proprio ego. Se lei ritiene sbagliata, inopportuna o addirittura riprovevole la raccolta di fondi lanciata dalla famiglia di Matteo Materazzi, non vi aderisca. Ma di fronte al calvario che quest’uomo sta vivendo, il silenzio credo sarebbe stata la scelta migliore. Per tutti. Anche per lei.