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Dietro la sanzione da 3,5 milioni un gioco di parole. La società dello stilista pronta a ricorrere al Tar
L'Authority per la concorrenza torna ad accanirsi su Armani. Dopo il caso Christian Dior (Lvmh) e i rilievi di Agcom di un anno fa, ieri l'Antitrust ha multato la storica società di moda fondata dal grande designer per 3,5 milioni di euro accusandola di pratica commerciale ingannevole. La società, che meglio di altre rappresenta il Made in Italy mondiale, si è detta «amareggiata e stupefatta» e ricorrerà subito al Tar per ottenere giustizia e mettere il punto a una questione che va avanti da più di un anno ovvero da quando la Giorgio Armani Operations produttrice di borse, era finita in amministrazione giudiziaria per omissione di controllo in un caso
di capolarato. Caso poi totalmente sanato dal Tribunale medesimo «a seguito del virtuoso percorso compiuto dalla società» e dalle dimostrazioni di totale buonafede.











