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La direttrice del Fermilab di Chicago, Anna Grassellino, ci racconta il computer quantistico più veloce di sempre
Viaggiare in automobile oppure spostarsi con l'aereo più potente del mondo: converrete facilmente che la velocità cambia in modo esponenziale. Chiediamo scusa a chi di fisica si intende davvero, ma è questo l'esempio più consono per fare immaginare la rivoluzione che porterà la quantistica, e le tecnologie cui è applicata. Il Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale ha presentato il Piano Quantum, cioè la Strategia italiana per le Tecnologie Quantistiche. Un piano articolato e ambizioso, illustrato dal ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e preparato in un anno di lavoro di squadra.
Il momento è di quelli che rimangono nella storia e merita qualche minuto di pazienza: non soltanto coinvolgerà le menti più brillanti del nostro Paese, ma vedrà investimenti di assoluta rilevanza e la compartecipazione di numerosi stakeholders. Le tecnologie quantistiche muteranno radicalmente la nostra vita quotidiana, in moltissimi settori: la difesa, ad esempio, la medicina e la ricerca scientifica, ma anche l'economia e l'innovazione industriale. Per far luce sul tema, affascinante quanto complesso, abbiamo intervistato una delle voci più autorevoli al mondo, la fisica Anna Grassellino, direttrice e senior scientist del Fermilab di Chicago, uno dei cinque centri di ricerca degli Stati Uniti: è suo il progetto del super calcolatore quantistico più potente e veloce mai inventato, cui lavora con un team di 600 ricercatori. "Sono felice che l'Italia abbia dato il via al Piano Quantum, è un passo fondamentale per la competitività del Paese. Io ho spinto la strategia quantistica italiana: ne parlai già qualche anno fa con il fisico Charles Tahan, a capo del National Quantum Coordination Office degli Stati Uniti. Si occupava di accordi bilaterali con diversi Paesi e gli chiesi come fosse messa l'Italia. Prima deve organizzare una strategia nazionale', mi rispose. Lo comunicai al professor Antonio Zoccoli, Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e al professor Tommaso Calarco (oggi coordinatore del piano, ndr) e consigliai di spingere al massimo sull'acceleratore. Mi sono confrontata anche con il ministro Bernini, quando è venuto a Washington al Dipartimento dell'Energia: lei sostiene le nuove tecnologie, è stata molto ricettiva".






