Non si risolvono problemi imponendo balzelli, ma c’è un caso per il quale varrebbe la pena di sperimentare un’eccezione. Ci pensavo ieri, assistendo impotente alla consueta parata di insulti razzisti ai danni di Sara Curtis. La prima nuotatrice azzurra della storia a raggiungere la finale mondiale nella sua specialità è nata in provincia di Cuneo, è tifosa del Toro grazie ai benefici influssi paterni e sui 100 stile libero darebbe 99 metri di distacco ai suoi odiatori, a cui ogni giorno ne rifila altrettanti nell’uso appropriato della lingua italiana, che lei pronuncia con spiccato accento piemontese (dice «mènta» persino peggio di me).