MESTRE (VENEZIA) - Prima se l’è presa con i nonni, poi ha reagito agli agenti di polizia locale aizzando contro di loro il suo cane, un pitbull. L’episodio è avvenuto giovedì pomeriggio in una casa del rione Pertini. L’uomo è un 30enne incensurato ma gravato da un paio di altri procedimenti penali: in passato si era reso protagonista di una rapina a un rider e di maltrattamenti nei confronti dei nonni con cui convive. E l’intervento della polizia locale dell’altro giorno è nato proprio dalla segnalazione della coppia di anziani: ancora una volta, infatti, il giovane aveva iniziato ad aggredirli. Quando gli agenti sono arrivati in casa, il 30enne ha reagito con rabbia, in un crescendo di insulti. Il giovane, a un certo punto, ha cercato una via di fuga, ha spinto uno dei vigili ed è fuggito. Gli agenti lo hanno seguito e quando sono riusciti a raggiungerlo ha chiamato il cane urlandogli: «Attacca, attacca!» Uno degli operatori è riuscito a prendere in carico il cane, mentre l’altro ha immobilizzato il giovane per poi procedere con l’arresto per resistenza.

Ieri, in tribunale a Venezia, la convalida dell’arresto e il processo per direttissima. Il 30enne, difeso dall’avvocato Giorgio Bortolotto, ha patteggiato una pena di un anno. Davanti alla giudice Francesca Zancan ha patteggiato una pena di un anno (pena sospesa). Da capire come si gestirà, a questo punto, la convivenza con i nonni: è probabile che si decida di allontanare il giovane dall’abitazione degli anziani. Il 30enne ha raccontato alla giudice la propria versione: ha spiegato che stava avendo una discussione dai toni accesi con i nonni (ha detto di non aver alzato le mani). All’arrivo degli agenti avrebbe perso la testa e si sarebbe spaventato quando qualcuno dei vigili avrebbe provato a bloccarlo. A quel punto avrebbe cercato a scappare e sarebbe scattato l’inseguimento. Preso dallo spavento avrebbe urlato al cane: «Attacca». Il giovane, però, ha aggiunto anche che l’animale non è addestrato e non obbedisce ai suoi comandi.