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1 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:35
Lo hanno definito “persona non gradita“, una locuzione molto diffusa in un periodo segnato da delicatissimi rapporti diplomatici. In questo caso, però, la geopolitica non c’entra. Si tratta, infatti, soltanto di una questione di pallone. Eppure è questa la locuzione usata dai dipendenti del Genoa per giustificare il diniego opposto ad Alberto Zangrillo, storico tifoso del Grifone e presidente della società rossoblù tra il 2021 e il 2024.
Primario del San Raffaele di Milano, storico medico personale di Silvio Berlusconi, Zangrillo si era recato al ticket office del Porto Antico, nella città ligure, per sottoscrivere un abbonamento stagionale, ma si è visto rifiutare la richiesta. “Ho chiesto di fare la tessera per me e per mio figlio, ma si è materializzato il signor Marco Trucco, che imbarazzatissimo mi ha fatto cenno di seguirlo. Mi ha condotto in uno studio, di fronte al desk e scuotendo la testa mi ha detto che non era possibile per me avere un abbonamento, perchè aveva ricevuto l’ordine di non farmelo sottoscrivere”, racconta Zangrillo al Fatto Quotidiano. Il primario del San Raffaele ha chiesto a Trucco chi avesse dato quell’ordine. “E lui ha risposto, sempre più imbarazzato: lo immagina, non mi metta in difficoltà”. A quel punto Zangrillo è uscito dal ticket office e si è recato al Nucleo della Guardia di Finanza per denunciare l’accaduto: la dirigenza della sua squadra, di cui è stato presidente fino a pochi mesi fa, lo ha inserito in una black list di persone non gradite.









