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L’open source è diventato un mito moderno: è gratis, è comunitario, è democratico e chi lo critica sembra subito un reazionario
Partiamo da una cosa semplice, così ci capiamo, soprattutto per i non addetti ai lavori. Sentite sempre parlare di open source, soprattutto ultimamente in materia di intelligenza artificiale. Quando un software è open source significa che il suo codice è pubblico e chiunque può scaricarlo, leggerlo, modificarlo e usarlo.
L’idea è nobile: niente segreti, tutti contribuiscono, il sapere è condiviso, la trasparenza regna sovrana. Il contrario è il closed source, cioè quando il codice è chiuso, controllato da un’azienda, e tu puoi solo usarlo ma non sai come funziona dentro. L’open source è diventato un mito moderno: è gratis, è comunitario, è democratico e chi lo critica sembra subito un reazionario.






