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La donna dichiara di averlo visto alcune volte ma mai a Vigevano: "Non lo so cosa può aver detto"
La mamma di Andrea Sempio ha deciso di rompere un lungo silenzio nel quale si era chiusa ormai da mesi per difendere suo figlio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. La procura di Pavia è convinta che il 37enne sia in qualche modo coinvolto nel delitto e la consulenza effettuata sull'impronta 33 dai tecnici dei pm e dai consulenti di Alberto Stasi, condannato, dimostrerebbe la presenza dell'amico del fratello della vittima sulla scena del crimine. Ma la donna non ci sta e smentisce, prima nella trasmissione Morning News di Canale5 e poi a Iceberg Lombardia, su Telelombardia. "Una cosa è sicura, mio figlio non può aver lasciato impronte di sangue nella casa dei Poggi assolutamente, perché mio figlio non è andato in casa dei Poggi ad ammazzare Chiara Poggi", ha detto a donna nei giorni scorsi.
Ha ricostruito anche la storia dello scontrino del parcheggio, quello sarebbe "l'alibi" di Sempio, che lo colloca a Vigevano la mattina del 13 agosto 2007, quando è stata uccisa Chiara Poggi. "A Vigevano non ci sono mai andata e non ho mai fatto nessuno scontrino", ha detto la donna, spiegando di aver deciso di tenerlo "perché negli anni '86-'87 ho lavorato presso un carcere di massima sicurezza come vigilatrice penitenziaria e le detenute comuni quando ti parlavano dei loro guai giudiziari, ti dicevano 'qualsiasi cosa succede, parati il fondoschiena perché non si sa mai'". Quindi, ha aggiunto, "ammazzano una amica di mio figlio a Garlasco. Io trovo uno scontrino che dice che mio figlio, che ha 19 anni e frequenta quella casa, è a Vigevano. La cosa più ovvia che mi è venuta in mente, magari sbagliando, è stata quella di conservare lo scontrino".






