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Ultimo aggiornamento: 8:09

Oltre 200 attori, musicisti e professionisti del mondo dei media tedeschi hanno aderito ad un’iniziativa della piattaforma Avaaz intitolata: “Non lasci morire Gaza, signor Merz” con cui esortano il cancelliere Friedrich Merz a interrompere le forniture di armi a Israele e l’applicazione di ulteriori sanzioni. Nella lettera aperta indicano “anche noi condanniamo con la massima fermezza gli orribili crimini commessi da Hamas. Ma nessun crimine legittima la punizione collettiva di milioni di persone innocenti nel modo più brutale”.

Tra i firmatari esponenti del mondo del cinema come Jessica Schwarz, Heike Makatsch, Daniel Brühl, Benno Führmann e Jürgen Vogel, ma anche lo scrittore e cabarettista Marc-Uwe Kling (Le cronache del canguro, Un’estate lunga sette giorni) e presentatori televisivi. Apprezzano che Merz abbia preso posizione e criticato il governo israeliano, ma ammoniscono: “Le parole da sole non salvano vite umane”. Sottolineano come i bambini, che non sono coinvolti nella guerra, comunque ne sopportano il peso, sono feriti, traumatizzati, sfollati e muoiono.

Per i sottoscrittori Merz è uno dei pochi che può convincere Israele a cambiare corso, e lo esortano a dure misure concrete che non smuoverebbero però Hamas dal desistere alla sua distruzione: bloccare tutte le esportazioni di armi tedesche verso Israele, sostenere la sospensione dell’accordo di associazione U-Israele e chiedere un cessate il fuoco immediato e un accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari. “Questi passi sono profondamente in linea con i valori europei e renderebbero inequivocabilmente chiaro al governo israeliano che persino i suoi alleati più stretti non possono più tollerare la sofferenza e che le parole non bastano più” si legge ancora nell’appello per spronare il cancelliere. “La vera umanità – continua il testo – inizia dove finisce il calcolo politico. Intraprendendo azioni decisive per la popolazione civile di Gaza, non rompe con la ragion di Stato tedesca: la sostiene”. L’appello pur ripreso con evidenza dal quotidiano berlinese Tagesspiegel e l’emittente nazionale ZdF non è tuttavia destinato a cambiare la linea del Governo tedesco, attento anche al diritto di Israele di salvaguardare la sua esistenza.