«La caratteristica principale di Fred è riuscire a mettere da parte le emozioni in un ambiente passionale come la Ferrari. Ha una visione chiara e non si preoccupa del rumore di fondo, riesce a tirare fuori il meglio da ogni persona in fabbrica: i miglioramenti arrivano un po’ per volta». Da sette anni Leclerc attende di lottare per il Mondiale, nel 2023 aveva appoggiato l’arrivo di Vasseur in sostituzione di Binotto. Le cose non sono cambiate tanto. Nel frattempo Charles ha visto Verstappen vincere titoli in serie, ha assistito alla rinascita della McLaren e ancora aspetta, quest’anno, almeno un successo di tappa. Ma dà fiducia al boss francese, e con lui Hamilton, ancora più in prima linea: «L’avevo già detto che era la scelta giusta — ha sottolineato a Budapest —, è stato lui a prendermi. Toto Wolff (il suo vecchio capo in Mercedes ndr), che però è molto diverso di carattere, mi ha lasciato libero di esprimermi per mostrare la parte migliore di me stesso. Con Fred è simile, sto ancora imparando molto ma ho fiducia totale».

I piloti sono stati alleati importantissimi nella riconferma di Vasseur, ufficializzata ieri con una tempistica accelerata, l’annuncio infatti si attendeva per fine agosto, prima di Monza. Fred ha ottenuto un mandato a lungo termine, la Ferrari non specifica la durata, ma si parla di tre anni con la formula 2+1. Nella narrativa aziendale si tendono a dimenticare settimane di tensioni, di divergenze e di trattative che avevano portato a riflessioni da entrambe le parti dopo un inizio choc di Mondiale. L’ad Benedetto Vigna: «Abbiamo deciso di dare la continuità alla squadra. In genere tutti i team principal in F1 hanno impiegato più di tre anni per realizzare i loro programmi». Vigna ha escluso di aver parlato con altri candidati. È una verità parziale come quella di una Scuderia che dopo una «stagione iniziata al di sotto delle aspettative, ora lotta costantemente per podi e vittorie». A Spa Leclerc ha chiuso a 20’’ da Piastri, a Silverstone Hamilton a 39’’ da Norris.