L’Ue non decide più per se stessa
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L’ultimo video della 50enne triestina Martina Oppelli, malata di sclerosi multipla: fate una legge sensata
"Sono trent’anni che mi arrampico sugli specchi pur di conservare questo sorriso che si sta lentamente spegnendo, rispettate ognuno di noi. Simone Weil, grande filosofa francese, scriveva ‘ognuno ha il proprio olocausto privato’. Così, il fine vita tocca a tutti prima o poi, può accadere a 120 anni, può accadere a 50, può accadere prima, ogni scelta va rispettata". Martina Oppelli, 50enne triestina, ha affidato a un video diffuso dall’associazione Luca Coscioni il suo ultimo messaggio. Un appello ai parlamentari affinché venga promulgata e approvata "una legge sensata che regoli il fine vita, che porti a un fine vita dignitoso tutte le persone, malate, anziane", tenendo conto di "ogni dolore possibile" senza discriminare "nessuna situazione plausibile". Oppelli, tetraplegica, affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni, completamente immobile, e dipendente dall’assistenza di terzi, è morta ieri in Svizzera, dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.
Dopo il terzo diniego ottenuto nel 2024 alla sua richiesta, Oppelli lo scorso 19 giugno – assistita dal team legale coordinato da Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni – ha presentato un’opposizione al diniego, accompagnata da una diffida e messa in mora nei confronti dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi). Secondo l’azienda sanitaria non era sottoposta ad alcun trattamento di sostegno vitale – criterio necessario in Italia per accedere al suicidio assistito – nonostante la completa dipendenza dall’assistenza continuativa dei caregivers e da presidi medici (farmaci, catetere e macchina della tosse). "A seguito della diffida, – fa sapere l’Associazione Luca Coscioni – è stata avviata una nuova procedura di valutazione da parte della commissione medica, ma Oppelli ha deciso di andare in Svizzera per accedere all’aiuto alla morte volontaria perché era impossibile per lei attendere altro tempo per una risposta: le sofferenze non erano in alcun modo tollerabili". Accompagnata da Claudio Stellari e Matteo D’Angelo, iscritti a Soccorso Civile, associazione per le disobbedienze civili sul fine vita di cui è rappresentante legale Marco Cappato, – con l’aiuto logistico ed economico altre 31 persone – Martina ha seguito l’esempio di Elena (agosto ‘22), Romano (novembre ‘22), Massimiliano (dicembre ‘22), Paola (Febbraio ‘23), Sibilla Barbieri (novembre ‘23), Margherita Botto (novembre ’23) e Ines (luglio ’24).












