La Slovenia ha annunciato che vieterà il commercio di armi con Israele a causa della guerra a Gaza.
"La Slovenia è il primo paese europeo a vietare l'importazione, l'esportazione e il transito di armi da e verso Israele", ha dichiarato il governo in una nota, aggiungendo di agire in modo indipendente perché l'Unione "non era in grado di adottare misure concrete" come richiesto.
Se le parole hanno un peso, quelle pronunciate dal ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, potrebbero preludere ad uno svolta epocale nella politica della Germania in Medio Oriente. "Israele si trova sempre più in una posizione di minoranza", ha affermato, sottolineando come per la Germania il riconoscimento della Palestina "deve avvenire alla fine di un processo negoziale che - ha incalzato il ministro - deve iniziare ora".
Berlino, quindi, non seguirà la Francia nel riconoscimento tout court dello Stato della Palestina ma, di fatto, sembra aver perso la pazienza nei confronti del governo di Benjamin Netanyahu. Un esecutivo che, in Europa, senza una vera svolta umanitaria a Gaza, rischia di perdere quasi tutti i suoi alleati. "La Germania sarà costretta a reagire a passi unilaterali", ha avvertito il titolare della diplomazia teutonica prima di partire per il Medio Oriente, riferendosi alla soluzione dei due Stati.










