Il terremoto giudiziario che ha colpito i vertici di Palazzo Marino, con l'iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Sala, è partito da un "cortile".
A dare il via alle indagini è stato infatti un esposto su un edificio di tre piani e una villetta abbattuti per far posto a un palazzo di sette piani, il cosiddetto 'Hidden garden', in zona piazza Aspromonte.
Per i residenti quello era un abuso edilizio e, studiando passo passo le normative, se n'è convinta anche la Procura di Milano, che ha chiesto il sequestro della palazzina, instaurando un braccio di ferro con il costruttore, il patron di Bluestone Andrea Bezziccheri, che si è trascinato fino in Cassazione. Da questa prima inchiesta - chiusa nei mesi scorsi con 26 indagati - i fascicoli aperti dal 2022 si sono moltiplicati e dall'ipotesi di abuso edilizio e lottizzazione abusiva, si è arrivati a squarciare il velo su un presunto "sistema di speculazione selvaggia". Dopo quelle prime verifiche, le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf hanno svelato mano a mano violazioni di leggi, regole aggirate e l'utilizzo di procedure accelerate senza i necessari "piani attuativi", quelli che garantiscono i servizi per i cittadini delle zone interessate, come verde, asili e parcheggi. Ma anche una "rete di relazioni" tra componenti della Commissione paesaggio, architetti, progettisti e imprese e il sospetto pagamento di tangenti, sotto forma di parcelle professionali, per dare il via libera agli interventi immobiliari.








