Garantista in gioventù, Angelo Bonelli si è trasformato in uno spietato giustizialista con l’età che avanza. Si è vantato di aver indirizzato la polizia italiana verso l’abitazione della ex deputata del Parlamento brasiliano Carla Zambelli per farla arrestare, eppure non ha esitato a strappare Ilaria Salis dalla galera facendola eleggere in Europa. Quella sì, questa no. A seconda dell’appartenenza politica. Per non parlare dello svarione clamoroso su Aboubakar Soumahoro, quello ignaro dei soldi maneggiati dai famigli di casa. In valigia Bonelli ha la modulistica per gli esposti sempre pronti contro il nemico; ma chi lo ricorda da giovane consigliere regionale del Lazio non può dimenticare la sua partecipazione al comitato «e se fossero innocenti» nella battaglia a favore di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti sulla strage alla stazione di Bologna. Ora no, adesso fa la spia. E fa arrestare una ex parlamentare che tra l’altro ha la doppia cittadinanza, sia brasiliana che italiana. È vero, la Zambelli è stata condannata dalla giustizia del suo paese natio.
Però dovrebbe valere anche per la Salis che di giudizi severi in Italia e denunce ne ha ricevuti a iosa dalla magistratura. Oltre che ad essere in attesa di sentenza in Ungheria. In pratica, il deputato verde fuori e rosso dentro rappresenta in maniera formidabile la contraddizione politica e morale di chi a parole rivendica principi alti (come i diritti umani e la legalità) e poi appare abbastanza ambiguo o selettivo. L’amichettismo giudiziario, potremmo dire. Perché in tutta evidenza emerge un doppio standard morale, che francamente sarebbe meglio evitare, soprattutto quando si pretende di dare lezione agli altri. Su Bonelli, o quelli come lui, campeggia per forza di cose l’accusa – politica, non giudiziaria ovviamente – di usare strumenti tipici delle indagini per colpire avversari politici, mentre al contempo fa eleggere una persona in carcere per reati gravi, la parola ipocrisia diventa quella più fondata che si possa adoperare. Altro che legalità. Diciamo che si tratta di una questione che va legata alla coerenza politica.















