Tutti i pro-Pal schierati, lunedì, per la visita di Francesca Albanese nel cuore delle istituzioni democratiche. Nei ranghi allineati e coperti, anche una vecchia conoscenza della scena del fondamentalismo italiano, Sulaiman Hijazi, personaggio convinto che «il nostro movimento della resistenza che ha combattuto e continua a combattere in Palestina (HAMAS)».

Era vice presidente dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, ritenuta dagli Stati Uniti una copertura del movimento terroristico islamico, quando lo scriveva dieci anni fa, in un post su Facebook. Poi aveva accompagnato i deputati 5 Stelle Davide Tripiedi e Stefania Ascari nei campi profughi palestinesi in Libano.

Finché aveva conquistato perfino la fiducia di Giuseppe Conte e il 12 settembre 2022 aveva pubblicato una fotografia che lo ritraeva a Milano con l’ex presidente del Consiglio, alla vigilia del voto per le politiche. Un chiaro messaggio di sostegno per le elezioni politiche che si sarebbero tenute da lì a due settimane. I risultati non furono favorevoli per i sostenitori del boicottaggio contro Israele.

Senza nascondere il proprio odio e la propria soddisfazione per il massacro e il rapimento degli israeliani, Hijazi il 7 ottobre 2023 scriveva in un post «162 i civili uccisi da stamattina a Gaza» e in un secondo post «Buongiorno Palestina». E allo stesso tempo ha cercato di allargare il suo giro di relazioni con nuovi alleati. Lunedì si scattava un selfie proprio accanto alla Relatrice Speciale dell’Onu che accusa Israele di genocidio e l’Italia di complicità nei crimini di guerra, incurante di avere al suo fianco un sostenitore dello sterminio degli ebrei.