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Ai Mondiali di nuoto (che si stanno svolgendo a Singapore e finiranno il 3 agosto) l’Australia ha già vinto quindici medaglie totali, otto delle quali nelle gare in vasca, e nel medagliere è seconda dietro alla Cina. Nel nuoto hanno vinto l’oro Mollie O’Callaghan nei 200 metri stile libero, Kaylee McKeown nei 100 metri dorso e le staffette 4×100 stile libero femminile e maschile.

Le due staffette in particolare hanno mostrato ancora una volta che, anche al di là e a prescindere da qualche nuotatore o nuotatrice eccezionale, la squadra australiana di nuoto è forse la migliore al mondo per profondità e costanza di risultati. Alle Olimpiadi di Parigi era arrivata seconda nel medagliere del nuoto con 7 medaglie d’oro e 18 totali: dieci in meno rispetto agli Stati Uniti. A quelle di Tokyo era finita 30-21 per gli Stati Uniti, e il terzo paese con più medaglie era stato il Regno Unito con solo 8 medaglie.

Solo gli Stati Uniti, insomma, riescono in genere a superare l’Australia per numero di medaglie nei grandi eventi, ma bisogna considerare che l’Australia ha circa un tredicesimo degli abitanti degli Stati Uniti (26 milioni contro 340). È quindi notevole, se si considera il numero di abitanti, quanti nuotatori e soprattutto nuotatrici d’élite l’Australia riesca ad avere da anni. In questo momento 5 dei 20 record mondiali femminili in vasca lunga sono detenuti da nuotatrici o squadre di staffetta australiane.