ROMA Meraviglie d’argento, tempi da record, colpi di scena, olimpionici in forma, ragazzi che il futuro è già presente: l’Italia del nuoto è subito in bella vista ai mondiali di Singapore e il primo giorno è da lieto fine. E da ancor più lieto finale: perché l’ultima gara del primo giorno era la staffetta 4x100 stile libero maschile e la mano di Manuel Frigo, “staffettaman” si direbbe a guardare il suo palmarès, tocca l’ultima piastra, infilandosi fra l’australiano Chalmers e l’americano Kulow e dunque conquistando il secondo posto in una delle prove più prestigiose dell’intero palinsesto settimanale di quotidiane batterie alle nostre 4 dell’alba e finali a pranzo (alle 13).

Questa strepitosa staffetta è stata la somma di tutte le emozioni: dei tempi da record (ha fatto quello italiano, come la gara prima avevano fatto le ragazze), degli olimpionici in forma (il multitasking Ceccon era subentrato per la finale al “batterista” Deplano e poco prima uno stato di grazia, e di disgrazia giudicante aveva mostrato nei 100 rana Martinenghi: l’affaraccio poi finì bene) e dei ragazzi che il domani era già ieri (eccezionale il primo frazionista, Carlos D’Ambrosio, che nuotava sotto i 48 secondi come nessun italiano mai alla sua età di 18enne, come, sempre la gara prima, aveva fatto tempi da quasi primato la 19enne Sara Curtis, che nuota contro il cronometro e contro i pregiudizi sul “nuoto dei neri”).