Un casco rosso individuato grazie alla sofisticata tecnologia dei droni utilizzati per le ricerche delle tracce. Questo l’elemento che ha permesso di individuare i resti e i vestiti sul Monviso di Nicola Ivaldo, 66, anni, il medico chirurgo di Loano scomparso dal 15 settembre durante l’ascesa al Re di Pietra. Si attende la conferma ufficiale.
«Le operazioni di ricerca dispersi nella zona del Monviso hanno dato un esito positivo – scrivono in una nota Soccorso alpino e speleologico piemontese, Soccorso alpino della guardia di finanza e vigili del fuoco -. Con il coordinamento della Prefettura martedì i versanti del Monviso e del Visolotto erano stati battuti da squadre a terra dei tre corpi, dall'elicottero dei vigili del fuoco e dai droni Sasp e pompieri nelle aree prioritarie individuate sulla base delle indicazioni fornite dalle celle telefoniche agganciate dal telefono del disperso».
«In particolare – precisano -, due piloti di drone del Soccorso alpino e speleologico piemontese si sono occupati di scandagliare i versanti ovest e nord del Monviso ipotizzando che l'uomo avesse percorso la cresta nord-ovest. Ciascun pilota, con il supporto di un tecnico esperto del territorio, ha sorvolato le aree più plausibili lungo il fianco della montagna, infilandosi nei canali e costeggiando da vicino le pareti e, soprattutto, registrando fotografie e video in alta risoluzione del terreno».









