Era scomparso quasi un anno fa, Nicola Ivaldo, medico di 66 anni, mentre si trovava sul Monviso. I resti ritrovati in mattinata grazie all’uso di droni e a un apposito software in dotazione al soccorso alpino sembrano essere i suoi: erano in un canale a 3150 metri di quota. La posizione del ritrovamento è infatti coerente con le indicazioni fornite dalle celle telefoniche del suo cellulare.
Ivaldo, medico chirurgo di Albenga (Savona), tra il 15 e il 16 settembre si era messo in viaggio con un’auto di cortesia perché la sua era in carrozzeria per una riparazione. Aveva parcheggiato nei pressi della diga di Pontechianale, in alta valle Varaita. Grande appassionato di montagna e di alpinismo, era partito in solitaria per una giornata da trascorrere attorno al Monviso. Da quel momento si erano perse le sue tracce.
Con il coordinamento della Prefettura di Cuneo, nella giornata di martedì i versanti del Monviso e del Visolotto erano stati nuovamente battuti da squadre a terra dei tre corpi, dall'elicottero dei Vigili del Fuoco e dai droni nelle aree prioritarie individuate sulla base delle indicazioni fornite dalle celle telefoniche agganciate dal telefono del disperso. In particolare, due piloti di drone del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese si sono occupati di scandagliare i versanti ovest e nord del Monviso ipotizzando che l'uomo avesse percorso la cresta nord-ovest. Ciascun pilota, con il supporto di un tecnico esperto del territorio, ha sorvolato le aree più plausibili lungo il fianco della montagna, infilandosi nei canali e costeggiando da vicino le pareti e, soprattutto, registrando fotografie e video in alta risoluzione del terreno.







