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Si valuta la richiesta di eliminare le chat pubblicate online e chiedere la rimozione da social e siti. Intanto la polizia postale ha inviato l'informativa alla procura di Roma
Il caso dei messaggi privati tra Raoul Bova e Martina Ceretti potrebbe presto finire sul tavolo del Garante della Privacy. Secondo La Repubblica e Il Messaggero, infatti, gli avvocati dell'attore sarebbero pronti a rivolgersi all’Authority guidata da Pasquale Stanzione per chiedere la rimozione delle chat pubblicate da Fabrizio Corona su Falsissimo da social, piattaforme e siti, con contestuale blocco della diffusione. Al vaglio ci sono anche eventuali violazioni della normativa sulla privacy.
Il caso potrebbe quindi muoversi su due binari paralleli. Da una parte il possibile procedimento dell'Authority, dall'altra il fascicolo aperto dalla procura di Roma contro ignoti con l'ipotesi di reato di tentata estorsione per gli scambi intrattenuti da un soggetto ancora sconosciuto (con sim spagnola) con l'attore. "Non sono l'autore dei messaggi inviati a Raoul Bova", "Fabrizio Corona è l'unica persona a cui ho inoltrato le chat e gli audio in questione", avrebbe detto il pr Federico Monzino attraverso i suoi legali, professando la sua estraneità ai fatti. La polizia postale ha già inviato la sua informativa ai pm che si occupano del caso e sia i telefoni di Monzino che quelli di Ceretti sono stati controllati dagli investigatori. Monzino e Ceretti sono anche stati ascoltati come persone informate sui fatti, al pari di Fabrizio Corona, per raccogliere quante più informazioni possibili.






