L’Ue non decide più per se stessa

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Firenze, 31 luglio 2025 – Un consulente per la procura, due medici legali anche per i familiari. La sensazione è che non si voglia lasciare niente al caso, negli accertamenti sulla morte dell’ex calciatore della Fiorentina Celeste Pin, trovato privo di vita martedì 22 luglio nella sua villa sulla collina di Careggi. L’ipotesi del suicidio non convince l’ex moglie, Elena Fabbri, che nei giorni scorsi ha presentato una denuncia per omicidio e in questo modo ha sollecitato alcuni accertamenti che, inizialmente, la procura non aveva ritenuto necessari.

Così, ieri, il pm Silvia Zannini ha affidato l’incarico al medico legale Rossella Grifoni, che già dal pomeriggio è al lavoro, assieme agli altri consulenti di parte (Chiarugi per l’ex moglie e il figlio Jonis, rappresentati dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, Mondanelli per la moglie Gloria Medina, rappresentata dall’avvocato Marco Zanobini) per rispondere al quesito, che chiede di accertare “cause e concause istologiche” che hanno condotto alla morte, e anche compiere approfondimenti di natura tossicologica. Ieri, come primo atto, è stata eseguita una tac ’total body’ (senza esame visivo) risultata “negativa per lesioni scheletriche e spandimenti emorragici, cuore e cervello integri, scarso contenuto gastrico”.