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29 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:10
Sembrava un malinconico caso di suicidio. Così era stata descritta la morte di Celeste Pin che aveva scosso il mondo del calcio e la Fiorentina in particolare: l’ex difensore viola, 64 anni, è stato trovato morto nella sua casa sulle colline di Firenze il 22 luglio scorso. Qualcosa però sta convincendo la Procura ad approfondire le indagini: non solo l’esposto presentato dall’ex moglie, Elena Fabbri, che non crede alla tesi del suicidio. In questi giorni gli approfondimenti disposto dal magistrato Silvia Zannini si sono moltiplicati, fino a lunedì 28 luglio, quando è stata disposta la perquisizione della villa di Pin. Per ricostruire la vicenda e individuare eventuali responsabili, gli investigatori della squadra mobile fiorentina, fino all’una di notte, sono andati alla ricerca elementi che potenzialmente utili alle indagini: biglietti, medicinali, oggetti contundenti, documenti, foto e video.
L’autopsia, prevista per giovedì mattina all’istituto di medicina legale di Firenze, potrebbe dare altre risposte. L’ex moglie ha chiesto che vengano eseguiti esami approfonditi, compresi quelli tossicologici. Ma particolare interesse potrebbe avere l’analisi dei dati contenuti nel cellulare di Celeste Pin, già posto sotto sequestro dagli inquirenti. Alcuni amici dell’ex difensore hanno riferito che, durante l’ultima vacanza, Pin avrebbe avuto un netto cambio d’umore dopo una telefonata. Questo dettaglio è ora al vaglio degli investigatori, che lo considerano utile alla ricostruzione degli ultimi momenti di vita di Pin e che hanno disposti anche controlli sui movimenti bancari e sulla situazione economica dell’ex calciatore.












