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La crisi della Paolini e la girandola di coach

Salviamo la soldatessa Paolini: è il momento di starle vicino, a maggior ragione dopo la sconfitta al primo turno di Montreal che certifica il momento di confusione, seguito al trionfo di Roma ma con qualche crepa vista - ancor prima - con l'addio allo storico coach Renzo Furlan. Salviamo Jasmine, ora nona nel ranking, che sarebbe un sogno se non avessimo visto quello che è capace di dare, da sola (due finali Slam e numero 4 al mondo) e in doppio con Sara Errani. E forse qui sta il punto.

Riassumendo: male in singolare al Roland Garros (fuori agli ottavi) e benissimo in coppia con Sara (vittoria); malissimo a Wimbledon (ko al secondo turno in entrambi i tabelloni); via il nuovo coach Marc Lopez per Federico Gaio ma solo per gli Us Open, "perché devo capire cosa voglio". Così ecco il ko di Montreal, nel modo peggiore: contro la giapponese Ito, al primo successo nel circuito maggiore e che gioca il dritto solo liftato, Jasmine è stata 6-2, 4-1 prima della crisi. Ha avuto un match point, sprecato mentre la rivale era ferma perché pensava di aver fatto doppio fallo, poi si è aggrappata inutilmente a una partita persa al tie break. Un disastro tennistico con 64 errori non forzati.