Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Nel 2018 e 2019, da premier, confermò in due vertici Nato l'impegno di investire fino al 2% del Pil nei sistemi di difesa

La premessa è che il governo ha chiesto un prestito di 14 miliardi al Fondo europeo (Safe) per finanziare il riarmo italiano nei prossimi cinque anni: ad averlo fatto sono 18 paesi Ue su 27 e il rimborso sarà spalmato sui prossimi 45 anni, a tasso zero. Una conseguenza trascurabile è che sin dal mattino, ieri, il M5S è partito lancia in resta contro la decisione e ha avvertito che si sarebbe opposto "a questa politica con l'elmetto in testa che taglia il welfare per finanziare la guerra", come ha detto la vicepresidente del Movimento Chiara Appendino, questo prima che le agenzie di stampa fossero intasate di analoghi e imperdibili commenti.

Tra le cose perse c'è anche la memoria grillina, visto che, tra il 2018 e il 2021, furono i governi Conte ad aumentare la spesa militare di circa 2,73 miliardi, pari a un aumento percentuale tra il 12 per cento e il 17 per cento rispetto al 2018, un aumento complessivo fino a 2425 miliardi che si sostanziò soprattutto nell'acquisto di centinaia di blindati Freccia e due Fregate Fremm. Dettaglio: Conte, a tutt'oggi, nega tutto. Dice che l'impegno fu preso da altri e che nel 2014 era solo un "professore a Firenze".