Nelle programmazioni dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena firmate da Nicola Sani, il direttore artistico, c’è sempre un focus dedicato alla musica della nostra epoca, quella già definita nella storia e nei suoi connotati stilistici ma che necessita di essere rivissuta per essere adeguatamente compresa. Quest’anno, l’attenzione è stata indirizzata verso Pierre Boulez, nel centenario della nascita: noto ai più come direttore d’orchestra, Boulez è stato anche compositore, teorico, organizzatore musicale animato dallo spirito d’avanguardia e dalla volontà di ricerca (negli anni Settanta, a Parigi fondò l’IRCAM, centro fra i più noti dedicato alla sperimentazione).

International Festival

Del musicista francese, la Chigiana propone nel suo International Festival ben 18 composizioni, e a lui rimanda l’intera programmazione concertistica estiva: il titolo che la raccoglie è Derive, con riferimento esplicito a due lavori strumentali di Boulez, ma che nella sua accezione in italiano vuole indicare un percorso artistico. «La musica di ogni tempo, di Bach e Beethoven, di Berio e Boulez, nasce senza sapere quale sarà la sua deriva, la sua destinazione nel tempo», dice Sani. Per questo, all’interno del denso calendario chigiano (100 manifestazioni, distribuite in 2 mesi) i concerti tracciano diversi percorsi, ciascuno dei quali cerca di individuare quale possa essere l’approdo, oggi, di quelle derive.