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"L'Ue avrebbe dovuto minacciare una guerra commerciale": parola del leader M5s. Ma quando era premier la pensava diversamente...
Giuseppe Conte è un professionista delle giravolte, lo sappiamo. Dall’immigrazione alla politica estera, passando per le alleanze, il leader del Movimento 5 Stelle si è contraddistinto per aver cambiato idea a più riprese. E, udite udite, è successo di nuovo. Ci riferiamo ovviamente al dibattito sui dazi americani: oggi l’autoproclamato avvocato del popolo avrebbe voluto minacciare una guerra commerciale contro Donald Trump. Di sicuro non la pensava così nel 2019.
Ma andiamo per gradi. Ieri, intervenendo a “L’alternativa che vorrei” a PiazzAsiago”, Conte è stato perentorio sul dossier dazi: “Sarebbe stato meglio minacciare una guerra commerciale, dire che se lui ci avesse messo dei dazi noi li avremmo raddoppiati. Avremmo dovuto minacciare una guerra, ma così si fa un negoziato con chi usa queste armi”. Categorico, tranchant. Evidentemente stare all’opposizione induce a cambiare idea, perché fino a qualche tempo fa Giuseppi aveva una visione molto, molto differente.






