La procura di Torino ha aperto un fascicolo sulla clinica dei vip, la Fornaca di corso Vittorio Emanuele II. L'inchiesta, ancora agli inizi, riguarderebbe le prestazioni in regime di extramoenia svolte da medici della Città della Salute all'interno della struttura privata collegata al gruppo Humanitas, come anticipato da alcuni quotidiani.
Libera professione e favori alle cliniche private, l’inchiesta sui conti alla Città della Salute
I pm Giulia Rizzo e Mario Bendoni stanno verificando le modalità con cui venivano gestiti i compensi e i preventivi: secondo le ipotesi, sarebbero stati proposti al rialzo per raggiungere i massimali previsti dai tariffari delle assicurazioni sanitarie, senza alcuna delega formale da parte dell'ospedale pubblico.
Le accuse
Il sospetto è che la clinica trattasse direttamente con pazienti e medici, bypassando l'amministrazione pubblica. In caso di ribasso imposto dalle assicurazioni, a perderci sarebbe stata solo la Città della Salute: la quota ridotta veniva sottratta alla parte destinata all'ente, non a quella del professionista o della clinica. In molti casi, i pagamenti sarebbero stati effettuati direttamente ai medici, senza tracciabilità e senza il versamento del 5% all'ospedale previsto dalla legge Balduzzi. È da queste mancate trattenute che è partita l'indagine madre, già sfociata in un processo a carico di sedici dirigenti sanitari. Da lì, sono emersi via via gli altri filoni.







