Roma, 30 lug. (askanews) – Archiviato il procedimento penale a carico dei genitori del feto messo nel freezer. L’accusa contestava il reato di “occultamento di cadavere” in relazione alla piccola vita che si è poi accertato risulta deceduta in utero. A rendere nota la decisione del tribunale di Roma sono stati i legali dello studio ‘Associati Maior’, gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Sorrentino e Filippo Castaldo.
In particolare la richiesta di archiviazione, avanzata dal pubblico ministero, è stata accolta con la formula “il fatto non costituisce reato”. Secondo quanto accertato, nella notte del 30 marzo 2024, la madre mentre stava riposando, in casa sua ha subito un aborto spontaneo. “Il feto, purtroppo già privo di vita – si spiega – è stato espulso nel bagno, cadendo nella tazza del water”. Il marito della donna, a quel punto è intervenuto immediatamente per soccorrere la moglie, rimuovendo il corpo del feto e riponendolo nel congelatore, con l’intento – confermato anche dalla Procura – di conservarlo in vista di un’autopsia, ritenendo possibile una responsabilità medica nella gestione della gravidanza.
L’uomo – si continua nella ricostruzione offerta dai legali – “non ha subito comunicato agli operatori sanitari la circostanza della conservazione, ma ha comunque agito senza alcuna volontà di occultare il corpo o ostacolare accertamenti. Al contrario, la coppia si è rivolta subito all’ospedale, collaborando fin dal principio con i medici e le autorità. L’intera ricostruzione è stata confermata dagli accertamenti medico-legali, dalla documentazione sanitaria e dalle dichiarazioni trasparenti rese dai genitori. Il loro comportamento è stato riconosciuto come privo di qualsiasi rilevanza penale. A rappresentarli è stato lo Studio Associati Maior, che ha affrontato il caso con rigore giuridico, sensibilità e attenzione, anche grazie al supporto di un consulente medico-legale.






