VENETO - «Niente allarmismi, si può continuare a donare. Basta rispettare alcune regole». Il presidente dell’Avis del Veneto, Luca Marcon, rassicura il popolo dei volontari. Ci sono anche Venezia, Padova, Rovigo, Treviso, Verona e Udine tra le 31 province italiane in cui il Centro Nazionale Sangue ha imposto limitazioni alla donazione di sangue, per contrastare il proliferare del virus West Nile. Ma il messaggio dell’Avis è chiaro: la macchina del dono va avanti, e lo fa in modo sicuro.

Cosa cambia per i donatori?

«Tutti i donatori, a meno che non risiedano a Vicenza o Belluno, e che non abbiano oltrepassato i confini della propria provincia entrando nelle ore notturne nei territori “a rischio”, sono sottoposti ad un test, che si chiama Tri Nat. Se l’esito è negativo, si procede con la donazione».

E se invece l’esito è positivo, evidenziando la contrazione del virus?

«In questo caso la sacca viene buttata via e la persona sospesa finché non guarisce».