Operazione congiunta tra Agenzia delle Dogane e Guardia di finanza contro le frodi doganali nel settore dei jet e degli aeromobili di lusso. È il bilancio di “Skyhawknet”, la nuova offensiva lanciata a seguito del recente rinnovo del protocollo d’intesa tra le due autorità, con l’obiettivo di stanare gli abusi sul regime di ammissione temporanea per velivoli extra-Ue.

Lotta ai jet fantasma: la prima analisi centrale integrata

Per la prima volta, Adm e Gdf hanno realizzato un’analisi congiunta a livello centrale, valorizzando il patrimonio informativo sia open sia closed source delle due amministrazioni e integrando le informazioni sulla sicurezza della navigazione aerea. Un lavoro di intelligence che ha consentito di identificare jet privati non unionali con permanenza in Italia e nell’Unione europea superiore ai sei mesi: una permanenza vietata dalla normativa di settore, che obbliga alla regolarizzazione doganale dopo tale termine.

Un modello innovativo voluto dalla riforma fiscale

L’operazione Skyhawknet è il risultato di un modello di coordinamento operativo tra Adm e Gdf previsto dall’articolo 4 delle nuove “Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione”. Il legislatore, con la riforma fiscale, ha rafforzato la sinergia tra i due enti proprio per garantire maggiore efficienza e incisività nel contrasto alle frodi nei movimenti di beni di lusso.