Per due anni e mezzo ha tentato di far credere che il compagno fosse morto per cause naturali. Lei stessa ha chiamato i soccorsi, raccontando che l’uomo fosse morto per un improvviso malore, ma era stata lei a ucciderlo poco prima, dando l’allarme solo dopo che il compagno ha esalato l’ultimo respiro. Una donna di 63 anni è stata arrestata a Gioia Tauro con l’accusa di aver ucciso il compagno Maurizio Ansaloni.
Lo hanno scoperto i carabinieri di Reggio Calabria, coordinati dalla procura di Palmi diretta da Emanuele Crescenti, che fin da subito hanno visto quella morte come sospetta. Non si tratta di un omicidio di ‘ndrangheta, entrambi erano lontani da contesti di criminalità organizzata. Alla base ci sarebbero futili motivi e una relazione usurata dal tempo. Attraverso approfonditi accertamenti tecnici e testimonianze, l'inchiesta ha consentito di ricostruire la dinamica dell'omicidio. Un quadro che ha convinto il giudice per le indagini preliminari che ha ordinato l’arresto della donna.









