La Cina sosterrà il tasso di natalità con un bonus annuale di 3.600 yuan (circa 430 euro) per ogni figlio di età inferiore ai tre anni. Il piano nazionale è stato lanciato ieri da Pechino dopo che per anni le misure di sostegno delle nascite - tra agevolazioni fiscali e servizi agevolati - erano state gestite dalle diverse province. Un cambiamento epocale, che segue necessariamente i tempi, rispetto alla politica del figlio unico rimasta in vigore dal 1980 fino a dieci anni fa.

Il sussidio alle famiglie - spiega l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua - entrerà in vigore retroattivamente dal primo gennaio di quest’anno e verrà distribuito per ogni figlio con meno di tre anni, anche nello stesso nucleo familiare. E indipendentemente dal reddito. Il governo cinese prevede che il piano di incentivo alle giovani coppie, preoccupate per l’aumento dei costi legati al mantenimento dei figli, andrà a beneficio di oltre 20 milioni di famiglie ogni anno. Il piano rappresenta «un’importante politica nazionale di sostentamento» e i sussidi diretti in denaro contribuiranno a «ridurre i costi della maternità e della genitorialità», ha affermato la Commissione nazionale per la Salute.

La popolazione cinese è diminuita nel 2024 per il terzo anno consecutivo: le nascite lo scorso anno sono state 9,54 milioni contro 10,93 milioni di decessi. Nel 2016, quando la Cina ha eliminato la politica del figlio unico nel Paese erano state registrate 18,8 milioni di nascite.